La crociata contro i compiti per le vacanze

Sui compiti a casa esiste da sempre una sfilza di Soloni e di Ippocrati in grado di dare la ricetta giusta per riempire proficuamente le giornate degli studenti: troppi compiti, pochi compiti, spegnete la TV, ascoltate i nonni, giocate, recuperate …
Tutti parlano, tranne gli addetti ai lavori: i docenti!

Addirittura una circolare MIUR per “sensibilizzare il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”.

Mah, rimango sempre più esterrefatto: il ministro Bussetti non pensa che i problemi della scuola siano altri e ben più gravi (carenza di organico, edifici fatiscenti, assenza di un disegno organico degli ordinamenti … per citarne alcuni!) che quello di “controllare” gli insegnanti?

Sui compiti a casa esiste da sempre una sfilza di Soloni e di Ippocrati in grado di dare la ricetta giusta per riempire proficuamente le giornate degli studenti: troppi compiti, pochi compiti, spegnete la TV, ascoltate i nonni, giocate, recuperate …

Tutti parlano, tranne gli addetti ai lavori: i docenti! che peraltro sono gli unici che hanno il polso della classe e sanno come gestire e far gestire agli alunni i tempi di sospensione della attività didattica: che appunto, come tali, non sono tempi morti, al contrario sono momenti da investire in un progetto didattico più complesso che non è standardizzato, ma costruito dai docenti a misura della classe nella quale operano e con la quale interagiscono. E come dovrebbe ovvio da comprendere, non esistono due gruppi classe uguali, pertanto non esiste una formula magica che possa essere applicata aprioristicamente a tutti …

Personalmente lo leggo come l’ennesimo attacco alla autonomia e alla professionalità dei docenti, trattati come incapaci di gestire il loro lavoro, sempre messi sotto accusa e mai considerati come professionisti.

2 Comments

Concordo, è una sensazione piu che sgradevole…
Inoltre sono convinta che questa risibile crociata sia nata dal fastidio di un genitore che si è visto solo a gestire un ragazzetto nei compiti ed avendo posizione di rilievo ha avviato per l’ennesima volta la pantomima “compiti si, compiti no”.

Però – a onor del vero – debbo anche dire che in uno dei primi anni di insegnamento avendo due classi parallele in una assegnavo compiti, nell’altra no: risultati uguali!
Ciò a significare che se dai attività domestiche ripetitive e banali non cambia niente, occorre che la consegna faccia scattare la molla dell’interesse e della fantasia, allora “nasce la stella danzante” .

Grazie per il commento. Anche io come insegnante (peraltro per molti anni nel “segmento” della scuola media -la chiamo ancora così!) ho perplessità su compiti e voti. Nel mio blog avevo segnalato questi due articoli da Repubblica e Internazionale. Cosa ne pensi? https://massimilianodeconca.wordpress.com/2018/08/29/12879/ e https://massimilianodeconca.wordpress.com/2018/08/30/i-voti-e-le-bocciature-fanno-male-agli-studenti-ed-alla-scuola/

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