L’infinito senza farci caso, di Franco Arminio [Bompiani, 2019]

Franco Arminio si definisce un “paesologo” perché la sua missione è fare in modo di valorizzare i paesi ed i sobborghi d’Italia, oggi per lo più deserti: lui, originario di Bisaccia in Irpinia, continua a vivere lì, osservatorio privilegiato per assaporare l’essenza della vita.

“Abbiamo bisogno / di un luogo […] Amare è costruire un luogo, / cioè un pezzo di mondo / con un dio dentro”: possiamo cercare ovunque un posto dove realizzarci, ma nessun luogo può sostituire il paese delle nostre emozioni, delle nostre passioni. E soltanto lì, nell’amore in tutta la sua fisicità, c’è la quiete: “Il tuo corpo è l’unico posto / dove c’è spazio per noi due”. E’ un viaggio (“la nave / delle rose” ; “Fare entrare l’altro dagli occhi, / da un fianco, dal buco di una vocale”) oltre ogni tipo di confine (“Togliete i confini, / il filo spinato.”) da un corpo all’altro corpo (“La fiamma dei vivi / è la vicinanza”), un viaggio che sublima la fisicità stessa (“Il sesso non frequenta i quartieri a luci rosse”) verso la pace (“Tornare agli occhi, / allo sguardo / il tuo sguardo salvavita”).

Una legge per promuovere la lettura: funzionerà?

Mentre in Italia le librerie indipendenti chiudono una dopo l’altra, le grandi catene e le case editrici versano in una condizione di crescente agonia, giunge all’approvazione del Senato il Disegno di legge 1421 “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”. Analizziamolo insieme.

Per rendersi conto dell’entità del problema è sufficiente dare un’occhiata ad alcuni dati resi noti dall’ISTAT e riportati nel Dossier del Servizio Studi del Senato di ottobre 2019. Si apprende che in Italia solo il 41% della popolazione si è dedicata, nel 2017, alla lettura di libri nell’arco degli ultimi 12 mesi (valore peraltro costante rispetto al 2016), e che di essi solo il 13,4% appartiene alla categoria dei lettori forti (cioè che leggono più di un libro al mese). Le donne, in tutte le fasce d’età, rappresentano la percentuale maggiore (47,1% rispetto al 34,5% degli uomini) e al Sud si legge meno (28%) in confronto al Centro (44,5%) e al Nord (48-49%).