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Appunti per la Legge di Bilancio 2021: poche cose per la scuola (e pure confuse)

A

Sarà una legge di Bilancio molto magra per la Scuola.
Non debbono trarre in inganno le promesse di stabilizzazioni (25 mila docenti di sostegno e 1000 assistenti tecnici per le scuole del primo ciclo): infatti si tratta di due provvedimenti che non solo non risolvono i problemi di organico attualmente esistenti, tanto che sono oltre 50mila all’anno i posti autorizzati in deroga (da oramai 5 anni!), ma non consentono neppure di ridurre il numero di alunni per classe favorendo il distanziamento fisico tanto richiesto. Serviva uno sforzo per ampliare innanzitutto gli organici (dal posto comune, agli educatori, agli ATA), con notevoli investimenti anche nelle strutture (aumento dei locali e degli spazi) per ospitare classi meno numerose.

Stabilizzare i docenti sui posti di sostegno è un atto dovuto, ma

A) non è attualmente possibile coprire nemmeno 10 mila posti di sostegno (lo dimostrano le ultime immissioni in ruolo) a causa di assenza di specializzati in posizione utile;

B) servono percorsi di formazione e specializzazione dei docenti secondo le reali necessità, senza blocchi ai numeri di partecipanti, selettivi nella qualità dell’insegnamento e non nel numero di accessi;

C) bisogna garantire concorsi seri, regolari, pertanto è necessario prevedere commissioni pagate ed esonerate dal servizio (questo richiede una previsione di spesa)

Servono poi i fondi per la formazione in servizio e per il miglioramento dell’offerta formativa: la formazione dei docenti avviene sempre fuori dall’orario di lezione e da ogni altro impegno programmato dal collegio dei docenti, non in servizio come normalmente previsto dalle normative vigenti. Per retribuire queste ore dovute e necessarie, servono fondi nuovi che non ricadano nei pagamenti del cosiddetto MOF (Miglioramento dell’Offerta Formativa) che invece sono da utilizzare per progetti aggiuntivi, per coordinamento, per gruppi di lavoro funzionali alla didattica. Ma di questo nella finanziaria non c’è traccia, anzi si fa di peggio perché, in spregio all’attività contrattuale ed alla autonomia dei collegi docenti, si stabiliscono 25 ore obbligatorie di formazione per il personale che ha alunni con disabilità in classe.

Mancano poi in questa Legge di Bilancio i soldi per il rinnovo contrattuale: i 400 milioni a completamento dei finanziamenti del triennio 2018-21 porteranno mediamente un aumento vicino agli 80 euro lordi, e ancora non è stata fatta chiarezza sull’elemento perequativo inserito dal CCNL 2018. La professionalità del personale scolastico passa, ahimé, per lo stipendio, che al momento è sotto la media della PA pur essendo il personale scolastico in possesso di una qualifica di studi mediamente più alta del resto della stessa PA (vale soprattutto per i docenti, dirigenti scolastici, DSGA, ma anche per gli assistenti amministrativi e tecnici).

Insomma, ci stiamo avviando verso una legge di Bilancio 2021 monca, che sponsorizza operazioni di facciata ma che non affronta in modo sistematico il depauperamento di risorse economiche e professionali che il mondo della Conoscenza, e soprattutto la Scuola, ha subìto negli ultimi 10 anni.


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