Storia del giallo italiano, di Luca Crovi [Baldini e Castoldi 2020]

Il libro vuole essere in sostanza una storia ragionata e documentata dell’evoluzione del genere giallo, ma allo stesso tempo è una storia leggera, che non si perde in digressioni e punta più al quadro d’insieme che al singolo approfondimento.

Che possano essere stati Francesco Mastriani, Emilio De Marchi e Salvatore Di Giacomo i primi scrittori di testi di genere “giallo” italiani è possibile. Così come è possibile che la nascita di un romanzo popolare di atmosfere noir in Italia sia legata ad una sorta di competizione ed emulazione degli scrittori francesi autori di inizio Ottocento, dei mirabili féuilletons di enorme successo, come nel caso dei romanzi di Victor Hugo (Notre-Dame de Paris del 1831, I misteri di Parigi del 1842), ma anche dei romanzi di Alexandre Dumas (Il conte di Montecristo, 1844-45). 

La salamandra, di Carmine Sorrentino [Ensemble 2020]

La vicenda di una ragazza veggente che è lei stessa frutto dell’unione di due popoli (cubano/caraibico e slavo), di due culture (santeria ed ortodossia) e di fedi e mondi differenti sintetizza bene la storia individuale di chi ha vissuto il dramma della fine di un’epoca.

Marisol Starčević ha il mare nel cuore ed in tutti i suoi pensieri: figlia di un soldato serbo e di una madre cubana, vive ormai vicino Belgrado, in un mondo fatto di piccole cose quotidiane, di persone che le vogliono bene, di amicizia.

La prigione di carta, di Marco Onnembo [Sperling & Kupfer 2020]

Marco Onnembo non è uno scrittore di professione, ma un manager e giornalista che ha sentito la necessità di denunciare un rischio che stiamo davvero correndo nell’èra del digitale spinto: la perdita della certezza della parola scritta.

C’è chi va in prigione per un reato, chi per le proprie idee. Nel mondo di Malcom King le due cose coincidono. King, docente di scrittura creativa al college di Brownsville, dove vive con la moglie Lynette e il figlio Buddy, ha un incarico importante e allo stesso tempo pericoloso: insegnare alla prima generazione di studenti che non sa scrivere a mano.

Intervista a Silvia Bottani

Nell’intervista proviamo ad approfondire qualche aspetto del suo mestiere di scrivere, indagando fra modelli, percezioni, sensazioni, progetti e intenzioni.

Silvia Bottani, critica d’arte e giornalista per numerose testate online, ha scelto per il suo esordio narrativo di cimentarsi con il romanzo noir a sfondo sociale: atmosfere afose, personaggi in conflitto con loro stessi e con il mondo, storie di uomini e donne diversi per pelle, credo e cultura, ma accomunati dalle stesse paure di esseri umani. Nell’intervista che Silvia ha concesso a Mangialibri, proviamo ad approfondire qualche aspetto del suo mestiere di scrivere, indagando fra modelli, percezioni, sensazioni, progetti e intenzioni.

Bolaño selvaggio, di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau [Miraggi 2019]

Roberto Bolaño è stato uno degli scrittori cileni, sudamericani, latini e mondiali più importanti della fine del XX secolo: nato in Cile, vissuto in Messico, esploso in Spagna, ha racchiuso nella sua scrittura la frenesia di chi ha fatto della letteratura un campo di sopravvivenza oltre ogni limite umano e fisico

Del compianto Roberto Bolaño, lo scrittore Rodrigo Fresán ricorda la frenesia della scrittura sempre ai margini dell’abisso, sempre lanciata dall’ultima frontiera: quella voglia di raccontare l’utopia che solo nella letteratura può diventare reale.

La lista degli stronzi, di John Niven [Einaudi 2020]

John Niven scrive un romanzo potente che si legge tutto d’un fiato: 30 capitoli di adrenalina e cinismo on the road, che ci portano a spasso fra l’Indiana, Phoenix, Las Vegas, Washington e la Florida.

Quando hai da vivere 3 mesi, o bene che vada 6, a causa di un tumore che arriva ormai troppo tardi perché ci ha pensato la vita a sparigliare i tuoi calcoli, perché non hai più una famiglia, la tua esistenza è stata distrutta e proprio non hai nulla da perdere, tanto vale tirare fuori la lista degli stronzi con cui fare i conti prima di lasciare questo mondo.

Oriente e occidente. Massa e individuo, di Federico Rampini [Einaudi, 2020]

Il libro è prezioso spunto di riflessione, benché Rampini si rilevi più adeguato a minuziosi resoconti politici, che a studi di tipo filosofico-sociologico.

Quando la crisi sanitaria legata alla virulenta e mortale diffusione del COVID-19 ha invaso e sconvolto tutta la Cina, il presidente Xi Jinping ha messo in atto l’unica difesa possibile: ha richiamato all’ordine ed alla disciplina il suo popolo e, attraverso una serie di pressanti restrizioni accettate dai cinesi, è riuscito a debellare il male.