Albeggerà al tramonto, di Marco Trionfale [Marsilio 2021]

Dietro l’autore fittizio Marco Trionfale si cela un collettivo composto da tre amici, Franco Costantini, Leonardo Fedriga e Mirta Contessi, che si sono presi la briga di costruire un romanzo distopico che assume e propone una attualissima riflessione sociale, e nostalgica, sul senso della democrazia e della partecipazione.

A Fratti, nel piccolo quartiere di Corvina, la vita sembra non essere trascorsa per nulla. Eppure i cambiamenti ci sono stati. Nella sala del vecchio bar, oggi rimodernato e chiamato “New Age”, sono scomparsi i ritratti di anarchici e rivoluzionari russi, di Che Guevara, di Pertini, della Resistenza, sostituiti sulle pareti dal poster della squadra di calcio locale, da quella o da quell’altra pubblicità: eppure loro sono sempre gli stessi, con qualche anno in più, ma sempre gli stessi vecchietti arzilli.

Ercole, Nardi, Moira, Achille, Catozzo, continuano a vedersi lì, anche se non è più la sede del Partito, anzi si può dire che il Partito non esiste più, quell’organizzazione che da Partito Comunista è diventata DS, poi PD, poi PdG, Partito della Gioia. E sono lì proprio in quel momento perché serve dare una risposta all’ennesima legge inconcepibile, quella che prevede un’ora di volontariato sociale per tutti i pensionati sotto gli 80 anni. Molti pensano che in fondo un’ora di lavoro socialmente utile al giorno non fa male, anzi, potrebbe aiutarli a non dare troppo peso agli anni che passano, potrebbe servire a sbarcare il lunario. Ma la maggior parte ritiene proprio che no, non è il caso di non godersi più quel briciolo di libertà e di giustizia che deriva dalla pensione, non è giusto lasciarsi soggiogare con l’ennesima imposizione dall’alto. È il momento di far sentire il potere del popolo: Fatinculé!…

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