Il diavolo in blu, di Walter Mosley [21lettere 2021]

Letto oggi il romanzo di Walter Mosley, scritto nel 1990, ma ambientato nel 1948, in un contesto postbellico di scontri sociali e voglia di rivalsa, ha il sapore di una storia già letta e, non a caso, già vista: nel 1998 infatti ne usciva la trasposizione cinematografica, con protagonista Denzel Washington.

L’ipoteca gli pesa sulle spalle, anche perché la casa è l’unica cosa che gli resta dopo gli anni prestati nell’esercito: il suo Paese non ha gratitudine per chi l’ha difeso nella Grande Guerra. Per questo Eazy Rawlins, texano di origine ma ormai fisso a Los Angeles, ha bisogno di trovare al più presto un lavoro, soprattutto dopo l’improvviso licenziamento.

C’è anche da dire che il suo Paese non vede bene i neri, i “negri”, per quanto abbiano fatto di tutto per renderlo grande. Così quando quel bianco, l’avvocato DeWitt Albright, entra nel bar dove Eazy sta cercando di smaltire la cattiva sorte e gli offre un lavoro non può rifiutare, altrimenti perderà la casa. Si tratta di ritrovare una ragazza, per di più bianca, per di più bellissima e con un nome esotico, Daphne Monet. Sembra una cosa semplice per un veterano come lui che sa muoversi con disinvoltura nei bassifondi di Watts, un sobborgo abitato da gente come lui, afroamericani, che si fidano di lui molto più del vestito candido di Albright. E poi lui è un duro, uno che sa il fatto suo, che ha gli agganci giusti e le motivazioni giuste. Certo, l’avvocato bianco sembra deciso, ma Eazy in guerra ha ucciso, ha usato ogni spietatezza, per questo non ha paura ad accettare quell’incarico. Quando lascia il bar, Eazy ha le idee chiare: trovare la ragazza, salvare la casa, riprendere la sua vita in pace dopo gli orrori della Guerra…

Continua a leggere su Mangialibri

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

Rispondi