Il cielo sopra Belgrado, Tijana M. Djerković [Besa 2019]

Tijana M. Djerković è nata a Belgrado, in Serbia, ma dal 1987 vive a Roma. Allo scoppio della guerra dei Balcani (iniziata nel 1991 e continuata fino al 1999) decide di tornare nella città che le ha dato la vita per raccontare dal suo punto di vista, quella di una donna serba, l’atrocità di quella guerra.

Le telefonate all’alba sono sempre messaggere di morte e disgrazia. Ed è stato così anche per Tijana il 24 marzo 1999: “Hanno bombardato Belgrado!”.

Dopo un primo momento di sbigottimento, cominciano 68 giorni senza lacrime, fatti di continui viaggi nella sua città natale, accompagnata soltanto dalla rabbia e dal rancore. Tijana farà la strada inversa dei profughi: la gente fuggiva da Belgrado, dalla Serbia, per salvarsi, lei cercava di entrarci per ritrovare i suoi familiari ed i suoi amici, ma anche per raccontare l’assurdità e l’ingiustizia di quella guerra. Mentre di giorno tutto sembra svolgersi nella quasi normalità, la notte è percorsa da paura e speranza: di non essere colpiti, di riuscire a sopravvivere, di rivedere la luce dell’alba. In questo viaggio della memoria e della storia attuale, Tijana scopre quanto possano fare male i pregiudizi e le ideologie, quanto siano carichi di dignità e di orgoglio gli uomini che non le hanno volute, ma sono costretti a subire le guerre. Per questo il suo grido di dolore e di rancore è rivolto a tutti i complici di quel massacro che demonizzando i serbi hanno decretato una guerra ingiusta deturpando la geografia di Belgrado, colpendone a morte la storia e la cultura, squarciandone il cielo. L’ultima immagine è quella del padre che, curvo per la vecchiaia, la saluta senza voltarsi portandosi sulle spalle il peso di quel cielo violentato…

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