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Denazifichiamo il mondo ed il paradosso Israele

D

La dichiarazione di Vladimir Putin di voler ‘denazificare’ lo stato dell’Ucraina è sicuramente paradossale: perché viene detto da chi ha eliminato fisicamente ogni tipo di oppositore e governa indisturbato da 20 anni, con la fitta complicità del sistema del vecchio, ma mai tramontato, KGB e del mondo politico tutto. La guerra in Ucraina c’è dal 2014, ma soltanto oggi assurge agli onori della cronaca.

Dunque la reazione della comunità mondiale di fronte a questa dichiarazione avventata, contornata da tutti gli aspetti più iconici del maschio alfa che va in guerra, è stata di sgomento ed incredulità.

Tuttavia è passata sotto l’uscio una dichiarazione chiara del governo israeliano che recita: “La guerra non è lo strumento per risolvere i conflitti“.
Anche in questo caso, detto da un governo che da decenni sta trucidando il popolo palestinese anche questa affermazione risulta ipocrita quanto conformista. Israele ha infatti precisato che sosterrà l’alleato americano (che ne sostiene le atrocità contro i palestinesi), anche perché l’Ucraina storicamente fornisce al paese mediorientale il 50% del fabbisogno di grano e altri cereali. C’è poi un altro elemento geopolitico che sta a cuore al governo israeliano, come affermato dal ministro degli esteri Yair Lapid: il rischio concreto è che un’eventuale aggressione russa potrebbe distogliere l’attenzione di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea dalla “minaccia iraniana” e dai colloqui in corso a Vienna. Teheran, a sua volta, con il pretesto di una guerra nell’Europa orientale, potrebbe fare progressi verso le armi nucleari. 

La conclusione appare scontata: Putin ha ragione, il mondo va denazificato ripulito da tutta una serie di dittatori ed oligarchi che segnano la sorte di milioni di uomini per i loro interessi. Ma anche da interessi specifici di alcuni paesi (come gli Usa, come Israele) che mirano a consolidare in terra altrui, attraverso una continua invasione politico-diplomatico-culturale, la loro egemonica presenza.
Bisogna chiudere la parentesi NATO, mettersi alle spalle Yalta e la divisione concreta delle ricchezze strategiche del mondo nelle mani di pochi per ripartire da processi di crescita collettiva e solidale, che non discriminino, ma che davvero pensino alle persone, ai popoli tutti e non a questo o quel popolo, a questa o quella cultura.

Denazifichiamo, è ora.


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