Bolaño selvaggio, di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau [Miraggi 2019]

Roberto Bolaño è stato uno degli scrittori cileni, sudamericani, latini e mondiali più importanti della fine del XX secolo: nato in Cile, vissuto in Messico, esploso in Spagna, ha racchiuso nella sua scrittura la frenesia di chi ha fatto della letteratura un campo di sopravvivenza oltre ogni limite umano e fisico

Il signore di San Francisco, di Ivan Bunin e altri racconti [Adelphi, 2020]

Ivan Bunin amava viaggiare, amava conoscere altri Paesi e mondi che lo portassero lontano dalla campagna russa, quella raccontata, descritta denunciata ne Il villaggio. Lo spazio gli stava stretto, perché aveva bisogno di portare la sua mente e le sue attenzioni verso tutto lo scibile umano.

Midland a Stilfs, di Thomas Bernhard [Adelphi 2020]

I tre racconti di Thomas Bernhard presentati da Adelphi nella raccolta che prende nome da uno dei tre (Midland a Stilfs; Il mantello di loden; Sull’Ortles – Notizie da Gomagoi) sono tutti ambientati ai piedi delle Alpi, nelle valli incassate fra lo Stelvio, la val Venosta e i grandi massicci che dividono, ed allo stesso tempo uniscono in un unico mondo, l’Italia, la Svizzera e, un po’ più lontana, l’Austria: le storie attingono a quei silenzi, a quei paesaggi, a quell’aria trasparente che fende le vite lasciando tracce profonde.

Uccideresti l’uomo grasso? di David Edmonds [Cortina 2014]

La carrelologia (trolleyology) è una scienza filosofica che tratta l’etica dell’agire umano di fronte a scelte estreme. La teorizzazione si deve alla prima elaborazione di Philippa Foot, ma affonda le radici nella Dottrina del Duplice Effetto di Tommaso d’Aquino (XIII secolo). Spingere le situazioni ad una scelta estrema (un dilemma, come nel sottotitolo) fra il bene ed il male permette di indagare le ragioni delle nostre azioni. Spingere o non spingere l’uomo grasso? È sbagliato ucciderlo?

La tredicesima cattedra, di Franco Cordero [La nave di Teseo 2020]

Nel romanzo si intrecciano e completano le mille pulsioni di un intellettuale che in parte si fa beffe delle piccolezze del mondo accademico, in parte brama una svolta definitiva alla sua quotidianità. E forse a modo suo è riuscito nel suo intento: Franco Cordero, giurista e romanziere, è morto pochi giorni prima della comparsa nelle librerie del suo romanzo, quasi a voler rappresentare in modo platealmente teatrale la sua idea di cambiamento e di rinascita

Giorgiana Masi – Indagine su un mistero italiano, di Concetto Vecchio [Feltrinelli 2017]

Come con le costruzioni dei Lego, Concetto Vecchio con un’indagine precisa e meticolosa smonta pezzo pezzo il “Caso Giorgiana Masi”, lavorando su tre piani: il fatto (cosa succede), il contesto (perché succede) e la politica (come si interroga lo Stato italiano dopo quella ennesima morte).

Museo del romanzo dell’Eterna (primo romanzo bello), di Macedonio Fernández [Castelvecchi 2020]

Macedonio Fernández è il nume tutelare e ispiratore dell’intera letteratura argentina moderna e contemporanea: scrittore, saggista, poeta, filosofo, riesce ad imprimere, in tempi non sospetti, una vitalità ed una forza al romanzo, scardinandone i limiti comuni e portandolo oltre la fisicità stessa della pagina, del volume.

Il cerchio, di Meša Selimović [BBE 2019]

Il cerchio di Meša Selimović non è solo un romanzo. La parabola narrativa di un giovane uomo, Vladimir, che ripercorre le sue origini, è anche un’interessante analisi socio-politica di uno Stato, che permette di comprendere come venne vissuta dagli jugoslavi la Rivoluzione comunista e di come si sono presentate giorno dopo giorno le crepe che portarono poi alla completa crisi del sistema.

La ragione contro il potere, di Noam Chomsky e Jean Bricmont [Ponte delle grazie, 2019]

Ancora una volta, Chomsky è limpidissimo nell’illustrare le proprie posizioni: quelle di un intellettuale «rivoluzionario» che, come scrive l’intervistatore Jean Bricmont nella prefazione, «non ha dalla sua che l’arma della ragione; non possiede un esercito, uno Stato, la polizia o i tribunali. […] Non che Chomsky creda ingenuamente nella forza della ragione; ma essa è tutto ciò che abbiamo».

Un giorno senza sera, di Roberto Pazzi [La Nave di Teseo, 2020]

Più che una raccolta di poesie è un intero romanzo, scandito in capitoli, a rappresentare gli istanti più importanti, non importa se in senso cronologico, quanto in stretta connessione intima: sono occasioni che la vita gli ha messo davanti e che lui ha vissuto fino all’intimo della loro essenza, riveduta e plasmata secondo il suo sentire personale.

Il giorno mangia la notte, di Silvia Bottani [SEM 2020]

Il romanzo d’esordio di Silvia Bottani, giornalista milanese, è per molti versi convincente: le storie si svolgono e si avvolgono concentricamente in una Milano nera e quasi indifferente, che non è solo cornice, ma essenza stessa della narrazione: un universo di corpi, odori, sogni che si mescolano senza soluzione di continuità, senza pudore.

Il sentimento della letteratura, di Julio Cortazar [SUR 2020]

Obiettivo dei due saggi, pubblicati esclusivamente in formato ebook, dello scrittore argentino Julio Cortázar è quello di chiedersi e chiederci quali relazioni intrecciano letteratura, realtà, finzione e fantastico, quali relazioni ci sono fra essenza e apparenza. I due saggi, in modo differente ma complementare, interrogano l’autore e il lettore sulle modalità di percezione e lettura della realtà, che non si presenta mai in modo monolitico, ma con una serie di sfumature che non sempre siamo in grado di percepire.

Racconti, di Leonardo Sinisgalli [Mondadori 2020]

La raccolta dei Racconti segue un progetto di Mondadori iniziato nel 2019 con la pubblicazione di Furor Mathematicus e finalizzato alla riscoperta, necessaria, di un grande scrittore spesso dimenticato, Leonardo Sinisgalli. I racconti riproposti, a cura di Silvio Ramat, sono quelli delle raccolte Fiori pari, fiori dispari (1945), Belliboschi (1948) e Un disegno di Scipione e altri racconti (1975), che segnano in modo vivace e progressivo la commistione ed il passaggio dalla narrazione tradizionale, alla narrazione lirica, fatta di frasi, immagini e a tratti anche di poesia.

Tutte le poesie, di Leonardo Sinisgalli [Mondadori 2020]

Si tratta di un percorso attraverso le differenti tappe poetiche, ma soprattutto umane, del poeta lucano Sinisgalli, a partire dalle prime poesie stampate. Domina il paesaggio che si fa anima, che si fa mente e cuore, che si contamina con la prosa fra reale e immaginario. Nei suoi testi – intreccio di poesia, cultura e società – troviamo un intenso amore per la vita, un senso mistico di conciliazione con il mondo, una visione mistica ed estetica. Sinisgalli anima i suoi versi come le sue prose, arricchendole di trasparenti riferimenti intellettuali che sincronizzano canto e parlato, natura e tecnologia.

Il capofamiglia, di Ivy Compton-Burnett [Fazi 2020]

Alberto Arbasino aveva detto dei romanzi di Ivy Compton-Burnett che sono tutte sfaccettature di un’unica grande narrazione. Anche se questo – uscito per la prima volta nel 1935 – più che un romanzo, è un testo teatrale: il dialogo, a volte anche in modo molesto, occupa gran parte della narrazione, l’assorbe e la sovrasta.

La primavera torna sempre, di Lorenzo Marone [Feltrinelli 2020]

Lorenzo Marone, come tanti altri scrittori, durante il periodo di chiusura imposto dalla pandemia di COVID-19 ha regalato ai suoi lettori un racconto breve di speranza (e di pubblicità, a favore degli ospedali che hanno gestito e stanno gestendo l’emergenza sanitaria) esclusivamente in formato ebook.

Tempo variabile, di Jenny Offill [NN, 2020]

Con questo nuovo romanzo, Jenny Offill riesce a tradurre in forma sincopata e frammentaria tutte le paure e ansie della vita di una donna media, mamma, sorella e lavoratrice, con sogni, affetti ed aspettative. La donna, con il suo insostituibile ruolo sociale, fa da collante alle tessere di un puzzle che sembra esplodere con una straordinaria forza centrifuga, anche se un centro non c’è o se c’è non è lei.

L’acqua alta e i denti del lupo, di Emanuele Termini [Exòrma, 2019]

Bellissimo romanzo d’esordio di Emanuele Termini, giornalista e saggista, che intreccia l’inchiesta sulle orme (non a caso il libro è pubblicato dalla casa editrice Exòrma!) del giovane Stalin con la più oscura censura giornalistica che ha reso quest’episodio ancora più misterioso.

Sogno e realtà dell’America Latina, di Mario Vargas Llosa [Liberilibri, 2020]

Vargas Llosa ripercorre e documenta le tappe della costruzione mitologica del Sud America, frutto di un’aggressione culturale che ha distorto le tradizioni folkloriche ed ha definito un repertorio mitologico ad hoc per soddisfare le ansie, le paure e le speranze del cosiddetto Vecchio Mondo.

1968 – L’autunno di Praga, di Demetrio Volcic [Sellerio 2018]

A Praga Demetrio Volcic, inviato dall’Europa dell’Est della RAI, era capitato per caso il 31 dicembre 1967: quel viaggio non era programmato, eppure l’aria nuova, il congresso del partito comunista cecoslovacco alle porte gli avevano fatto intuire che si stava compiendo una nuova importante pagina di storia.

Il bambino nascosto, di Roberto Andò [La nave di Teseo 2020]

Roberto Andò, palermitano, scrittore, regista e sceneggiatore, nel suo romanzo criminale non si interessa agli intrighi della cronaca nera, bensì concentra tutte le sue attenzioni sui legami affettivi che possono nascere in quei contesti sociali, che non fanno solo da sfondo, ma condizionano la crescita e la vita delle persone.

Bufali in marcia al mattatoio, di Ahmel Echeverria [Efesto 2018]

Autore ponte fra la Generción Cero e los Novísmos, Ahmel Echevarría sceglie di raccontarci Cuba per quello che era veramente all’inizio degli anni ‘90: un groviglio di poveracci che si esprimevano soprattutto con i loro corpi, che vivevano per lo più di pulsioni erotiche, di idee e passioni, lontani davvero dai clichés televisivi delle isole caraibiche o degli ideali rivoluzionari, un posto che ha sostituito l’aroma dei sigari Havana con il puzzo di piscio e vomito, sangue e disperazione.

Eichmann – Dove inizia la notte, di Stefano Massini [Fandango, 2020]

Stefano Massini mette in scena un dialogo immaginario fra la filosofa ebrea e il gerarca nazista: Hannah Arendt ci tenne molto a seguire il processo ad Eichmann, svoltosi a Gerusalemme nel 1961 e concluso con la condanna a morte dell’ideatore della Soluzione Finale; lo guardò dal pubblico, senza poter intervenire.

Sepolcri di cowboy, di Roberto Bolaño [Adelphi 2020]

I tre abbozzi riuniti da Adelphi in questo esile volume non hanno avuto l’ultima revisione dell’autore, infatti si tratta di carte ritrovate dopo la morte di Bolaño e che dovevano costituire l’ossatura di opere ben più organiche, come I detective selvaggi, dove pure si parla di poesia, avanguardia e Messico. O forse no. Infatti con Bolaño non siamo mai sicuri di nulla: la sua narrazione sgorga in modo magmatico senza un’apparente idea precisa, anche se in realtà si snoda sempre in modo calibrato sul limite fra reale e surreale.

Fratelli, di Ivan Bunin [Adelphi 2020]

Adelphi propone nella collana Microgrammi due brevissimi testi, Fratelli (Brat’ja) e Il figlio (Syn), che già da soli rendono in modo emblematico la cifra stilistica dello scrittore, Ivan Bunin, non a caso primo russo premio Nobel per la letteratura nel 1933. La sua scrittura, lenta e misurata, è capace di penetrare negli interstizi della mente umana per scandagliare, con sottigliezza, i piccoli movimenti, i cambiamenti.

Teoria delle ombre, di Paolo Maurensig [Adelphi 2015]

Con questo romanzo Paolo Maurensig scrive il suo capolavoro sugli scacchi! Sarà difficile infatti trovare la stessa intensità, la stessa forza, la stessa capacità evocativa impiegata dallo scrittore goriziano per ricostruire gli ultimi giorni di Alexandre Alekhine, uno dei grandi geni degli scacchi del ‘900, tanto superiore nelle sue intuizioni, quanto sregolato nella sua vita, trascorsa negli ultimi anni di confino fra ossessioni e eccessi di alcool.

L’arcangelo degli scacchi, di Paolo Maurensig [Mondadori 2014]

Il romanzo di Maurensig, interessante e coinvolgente, è narrato dalla stessa voce del giovane Morphy, che sotto forma di diario annota pensieri ed ossessioni, paure e speranze, amori e delusioni, fino alla fine, fino all’ultimo istante. I 28 capitoli non hanno un titolo, ma riportano la trascrizione delle 28 mosse che segnarono l’affermazione di Paul a New York nel 1857, la partita geniale giocata e vinta, con i neri, contro Louis Paulsen. Quel giorno nasceva e moriva un genio.

Peredonov, il demone meschino, Fëdor Sologub [Fazi editore, 2019]

il romanzo di Fëdor Sologub, scritto fra il 1892 ed il 1902, ma comparso soltanto nel 1905, è probabilmente uno dei migliori prodotti della letteratura russa dell’inizio del ‘900: ironico, profondo, dissacrante, ma allo stesso tempo capace di frugando a fondo senza tregua e senza nessun compromesso.

Mio marito, di Rumena Bužarovska [Bottega Errante 2019]

Rumena Bužarovska è una giovanissima scrittrice macedone, ma è anche una docente universitaria, che ha tradotto famosi autori della letteratura angloamericana, ed è inoltre una voce importante del movimento femminista #MeToo macedone, tanto che insieme ad Ana Vasileva organizza ogni anno il festival Peach Preach, dedicato a storie al femminile. I

Diario della Quarantena /26 – che mondo abiteremo quando la tempesta passerà

«Quando scegliamo tra varie alternative, dovremmo chiederci non soltanto come superare la minaccia immediata, ma anche che mondo abiteremo quando la tempesta sarà passata. Sì, la tempesta passerà, il genere umano sopravviverà, la maggior parte di noi rimarrà vivo, ma abiteremo in un mondo diverso». (Y. N. Harari)

L’ultimo inverno di Rasputin, di Dimitri Miropol’skij [Fazi editore 2019]

È un grande affresco, che si rompe e si ricompone in una polifonia di voci scandite, come in uno spettacolo teatrale, dai cambi di scena di questa bella commedia in tre atti: la Pace, la Guerra e l’Universo, un salto in avanti fino al 2008 con cui si riannodano i fili del lungo “secolo breve” russo.

Diario della Quarantena /20 – #ioleggoacasa, ebook gratuiti

ce n’è per tutti i gusti e tutte le voglie. Sicuramente questo catalogo sommario muterà nel corso dei prossimi giorni e anche altre case editrici, siti, piattaforme daranno il loro contributo a riempire le nostre giornate. Il consiglio è di farci un salto, male che vada si fa la scoperta di una galassia di umanità che non può essere spazzata via da un virus.

L’infinito senza farci caso, di Franco Arminio [Bompiani, 2019]

Franco Arminio si definisce un “paesologo” perché la sua missione è fare in modo di valorizzare i paesi ed i sobborghi d’Italia, oggi per lo più deserti: lui, originario di Bisaccia in Irpinia, continua a vivere lì, osservatorio privilegiato per assaporare l’essenza della vita.

Intervista ad Andrea Marcolongo

Studiavamo passaggi legati a vicende e storie a noi ignote, senza chiederci nulla sulla sua utilità. È stato un fortissimo allenamento di verticalità, di dignità di verticalità: si faceva tanta fatica, ma non ci è mai venuto in mente di contestare quella fatica o di rigettarla. L’abbiamo presa come naturale, era il normale ordine delle cose tradurre dal greco.

Il quinto rischio, Michael Lewis [Einaudi, 2019]

Non c’è nulla di peggio di un gruppo dirigente politico impreparato: ecco qual è il “quinto rischio”, quello di ignorare o peggio ancora minimizzare i problemi di un sistema, di credere di avere tutto sotto controllo, quando invece non si ha nulla sotto controllo se non una piccola pregiudizievole parte del sistema stesso.

Charlot sotto inchiesta [Marietti, 2019]

Il saggio curato da C. J. Maland pubblica una selezione delle pagine dell’interrogatorio tenuto dalla FBI nei confronti dello ‘straniero’ Charles Spencer (Charlie) Chaplin, attore inglese vissuto a lungo negli Stati Uniti dai quali fu costretto ad allontanarsi nel 1952 perché non gli fu rinnovato il permesso di soggiorno per sospetti legami con il Partito Comunista russo e americano.

Mi mancano le conclusioni

Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi.

Breve storia dei vasi comunicanti [Einaudi, 2019]

Come molte altre volte, anche quella sera Remo va al bar con gli amici, per dimenticare la sua vita senza un fine. Ed è proprio quella sera che Remo incontra Margherita, una ragazza appassionata, curiosa, un po’ irascibile, piena di vita. Cominciano a parlarsi. Remo e Margherita scoprono di avere molte cose in comune senza saperlo