Intervista a Paolo Maurensig

La Mitteleuropa è una sorta di patria culturale; essa è una sorta di Arcadia, un luogo mai esistito per il quale, tuttavia, si sente una continua e pungente nostalgia.
Paolo Maurensig

Paolo Maurensig è da circa tre decenni un appuntamento con una certezza, l’appuntamento con LA certezza: esiste ancora il romanzo, con tutta la sua sacralità, i suoi riti, a volte anche le sue contraddizioni e inspiegabile fascino. Ecco, se possiamo dare una definizione della scrittura che delinea la ‘persona’ Maurensig, oltre l’eleganza e l’equilibrio della forma, c’è una passione quasi sofoclea che non traspare subito, ma che ribolle dentro ogni sua storia, ogni sua narrazione, senza che si increspi la superficie. La sentiamo, la leggiamo, ce ne appropriamo in modo catartico. In epoca di lockdown mi è stato possibile incontrarlo solo virtualmente in occasione di pordenonelegge 2020, anche se ho ancora forte e chiaro dentro di me il ricordo di una sua presentazione al Festival Letteratura di Mantova qualche anno fa. Ci sono ancora molte domande che vorrei rivolgergli, ma le rimando al prossimo appuntamento in presenza. Ci conto, eh.

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