Non ci ha messo molto il professore a cedere alle lusinghe di Melchior: concorrere per una cattedra, la tredicesima e ultima, nel prestigioso Collegio della Rocca di Monteferro. È una occasione unica e irripetibile, ma si tratta di sparire dalla vita quotidiana, ricostruirsi un’identità e dedicarsi finalmente alla ricerca, al piacere della lettura, al piacere della speculazione.

Superati i vincoli di mantenimento di moglie e figli, il gioco è fatto: nuova faccia, nuova identità e si può partire. Può dedicarsi a questa nuova avventura accademica, che gli consentirà non solo notorietà ma anche una pensione più che dignitosa: gli viene offerto un mandato provvisorio con un periodo di prova di due mesi, durante i quali dovrà tenere 7 lezioni su 7 argomenti di filosofia differenti. A Monteferro la vita trascorre fin troppo tranquillamente, fra passeggiate e chiacchierate con i colleghi, ma soprattutto immerso nelle letture che gli offre la fornitissima biblioteca di Tibaldo. In quel luogo eterno, si lascia trasportare da letture che spaziano da Edgard Alan Poe, alle gesta dei Templari, agli scritti sul Terzo Reich, all’Apocalisse. Nel frattempo si dedica anche alla stesura della biografia di Alessio, un progetto di romanzo che doveva occupare il suo anno sabbatico. Fra letture, serate mondane, concerti jazz e caffè fra accademici, deve difendersi dalla concorrenza di Asvero, spalleggiato da Astrea. Sarà una battaglia all’ultima battuta … erudita!

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