Incontro con l’autore: Piernicola Silvis

l’autore ci racconta come ha trattato gli orrori delle stragi naziste in Italia nel suo ultimo libro. In conversazione con Massimiliano De Conca de Il Mangialibri.

Chiacchierata con l’autore di Storia di una figlia (SEM, 2020) sulla pagina FB della casa editrice.
Si parla del mestiere di scrivere, del nazismo, dell’arte del romanzo, dell’officina letteraria, del peso e del senso della storia.

Storia di una figlia, di Piernicola Silvis [SEM 2020]

Un’altra bella prova di Silvis, non solo per la narrazione, ma anche perché riporta alla ribalta temi che ancora oggi aspettano delle risposte (fra tutti: i rapporti fra nazisti e Stato Vaticano e l’omertà di Stato nel giudicare i crimini fascisti e nazisti). Da leggere per poter andare oltre i luoghi comuni.

Anna Sertori ha tutto: un fidanzato che presto sposerà e che dirige un’azienda di spicco nel Nord Est; un padre che lei ama di un amore ricambiato e che le permette di vivere in agiatezza tanto da poter continuare con calma i suoi studi di specializzazione in medicina; ha un appartamento e la prospettiva di uno studio da chirurgo plastico per le signore della Verona bene.

Babij Jar [Adelphi, 2019]

Babij Jar, romanzo-testimonianza. Perché come scrive Katja Petrowskaja in Forse Esther : “Non c’era più nulla da mostrare, ma solo da raccontare”.

La storia – documento, come ricordato nel sottotitolo, è presentata come la vera testimonianza di quello che è successo in quei giorni per opera delle truppe naziste, ma anche negli anni successivi quando l’ex URSS ed il Partito Comunista Sovietico hanno cercato di insabbiare tutto, soprattutto la vergogna di non essere stati capaci di difendere i propri confini di fronte all’avanzata tedesca, ma anche la loro complicità in quell’operazione sistematica di annientamento umano.