“Italiani baciare bene, noi baciare male” è un tormentone che i soldati tigrini confessano a quelli italiani, ma che ha una spiegazione diversa da ogni possibile connotazione erotica.

Nell’assalto alle truppe avversarie, i soldati italiani, portando il fucile in una mano, per poter lanciare le granate avevano bisogno di staccare la linguetta della sicura con i denti, con un gesto che somigliava ad un bacio beneaugurante perché la bomba raggiungesse il bersaglio salvando loro la vita. Così gli etiopi, venuti in possesso di un rifornimento italiano di bombe a mano, provarono ad emulare i nemici limitandosi però ad accompagnare con un semplice bacio il lancio, col risultato che le bombe, chiaramente inesplose, venivano raccolte dagli italiani, innescate e rilanciate con successo al mittente. Da qui la fama di grandi baciatori. E infatti, il primo radiogramma dall’Etiopia trasmesso dal generale Starace da Góndar al comando superiore richiedeva l’invio a mezzo aereo di 10.000 preservativi e 5.000 tubetti di pomata antiluetica, visto l’inarrestabile “mercimonio” di piaceri femminili ai quali i suoi soldati erano sottoposti…

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