Due anni di mascherine, due anni di cambiamenti sociali

Il 21 febbraio 2020 a Codogno ed a Vho Euganeo scoppiavano i primi casi di Covid-19 e poco a poco iniziavano le prime misure che ancora oggi ci stiamo trascinando in attesa di uscire finalmente dal periodo di crisi pandemica sanitaria.

Milioni di contagiati e centinaia di migliaia di morti solo in Italia: famiglie devastate e grossi disagi socio-economici legati alle chiusure delle aziende, ai fallimenti dei piccoli .
Ma soprattutto quello che ha pesato è stato il condizionamento legato alle limitazioni personali, alla chiusura delle scuole (didattica a distanza), all’uso della mascherina.
Molti, me compreso, faticano oggi a pensare ad entrare in un luogo pubblico guardando in viso chi c’è di fronte, anzi si sta verificando una sorta di senso di panico ad entrare in un posto (a volte vedere anche un film) con persone senza mascherine.
Sicuramente a soffrirne di più sono stati gli studenti, soprattutto i più piccoli, che da due anni ancora non hanno visto il viso del loro insegnante. E contemporaneamente è una sofferenza per gli insegnanti che dei loro alunni vedono sorridere solo gli occhi.

Dobbiamo ripartire da qui, dalla ricostruzione sociale ed affettiva del nostro Paese, della nostra quotidianità.


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