La salamandra, di Carmine Sorrentino [Ensemble 2020]

Marisol Starčević ha il mare nel cuore ed in tutti i suoi pensieri: figlia di un soldato serbo e di una madre cubana, vive ormai vicino Belgrado, in un mondo fatto di piccole cose quotidiane, di persone che le vogliono bene, di amicizia.

La sua mente trova conforto nell’amicizia di Lamija, del gatto Papete e soprattutto nel ricordo di un mare che non ha visto tante volte ma ha dentro. Così come dentro ha la santeria, quella capacità di vedere passato, presente e futuro ereditata direttamente dalla nonna caraibica: lo spiritismo si fa spazio in lei lacerandole anche la pelle, le visioni le lasciano ferite e paura. Marisol è infatti come una Salamandra, animale dalla pelle a chiazze, che vive in mezzo al fuoco e che con le sue virtù lo sa spegnere. La sua infanzia finisce il giorno in cui la madre Marianela Castillo è cacciata di casa dal padre Bojan Starčević perché scoperta fra le braccia di Zijo, padre di Lamija e di Ibrahim. Un adulterio è sempre sbagliato, ma se poi è consumato con un musulmano, in quei tempi lì, alle porte della guerra civile in Jugoslavia, è ancora peggio. Marisol cresce quindi senza madre e a volte anche senza padre militare invischiato sempre di più nella politica dei Balcani e spinto anche da un desiderio di vendetta personale. Finché arrivano i giorni della strage, i giorni dei lutti e delle vendette. La pelle di Marisol è il termometro amaro ed involontario di quell’eccidio…

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