La ricostruzione del dialogo a distanza fra Camillo Berneri – anarchico – e Carlo Rosselli – socialista fra i fondatori di “Giustizia e Libertà”. L’idea di una democrazia che parte dal basso, che coinvolge nella sua costruzione il popolo tutto, contro ogni riduzione al pensiero unico, è il tema portante dello scambio di idee fra questi due ‘cugini’, come li definisce Di Brango, di fronte al dilagare morboso e pericoloso dell’ideologia fascista degli anni ’30.

Le loro esperienze, pur così differenti, li porteranno all’esilio prima e a fronteggiare fisicamente l’orda fascista poi sul primo grande campo di battaglia, quello della rivoluzione antifascista spagnola. L’esperienza di quella guerriglia, tragica per entrambi, così come quella sulle pagine di “Giustizia e libertà” ed altre riviste dell’epoca che oggi non ci sono più, li avvicinerà e respingerà allo stesso tempo. Si tratta di due grandi personalità contro ogni logica coercitiva e contro ogni schema precostituito, a partire dagli stessi partiti, come quello comunista, che sentivano come un’organizzazione artificiale, una struttura lontana dal sentire del popolo, con idee non sempre realizzabili. Ovviamente è alternativa migliore al partito fascista, a cui si oppongono fin dall’inizio, ma in ogni caso è un’esperienza riduttiva…

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