Andrea Albissetti ha sempre sognato di essere capostazione, fin da bambino. Adesso è in servizio a Tradate: sono gli anni del ventennio fascista ed è facile avere il sorriso stampato sul volto al mattino e alla sera, accogliendo il primo e l’ultimo dei pendolari. Andrea lo fa, è un uomo retto, giusto, sa cosa fare anche quando si presentano le prime persone in difficoltà per le leggi razziste volute dal fascismo.
Sa che corre un rischio, ma alza le spalle e continua sulla sua strada, quella di aiutare chi è in difficoltà, a prescindere dal sesso, dalla presunta razza, dall’età.

tradate
Alessandra De Fiori, Il capostazione di Tradate, Dialoghi Editore, collana Sussurri, Viterbo, 2021, 12.00 euro

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Alessandra De Fiori, dirigente scolastica di un istituto comprensivo nella provincia di Bergamo, ci regala un libro che è testimonianza di una delle tante microstorie che spesso la vulgata ignora, è una storia vera (con una colorazione romanzesca, come avverte nella post-fazione) di eroi dimenticati, di quelli che si sono mossi fuori dalla luce dei riflettori nobili dei grandi uomini, delle copertine e delle grandi azioni. Per questo è una storia che ancora più delle altre andava raccontata, per far capire a chi non c’era che gli italiani durante il regime fascista non sono stati tutti complici, non sono stati tutti inermi spettatori: c’era un’umanità pulsante, c’era orgoglio, c’era la dignità dei piccoli grandi gesti che la storia, quella con la S maiuscola, spesso ignora, oscurandoli con presunte imprese da prima pagina.

Il suo racconto, breve, antiretorico ed essenziale come il suo protagonista, ci permette di recuperare frammenti di italiani e di speranza che possono aiutarci anche ad affrontare questo periodo buio.

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