Immaginare: questo fanno due amici al bar che nutrono la loro fantasia raccontandosi la giornata perfetta. La giornata perfetta è fatta di un incontro eccitante su una spiaggia tropicale con una donna dalla bellezza unica, è quella giornata dell’uomo che non deve chiedere, che può permettersi di ritardare il momento della conquista, che fa cadere nella sua trappola seduttiva la donna bellissima, bionda, americana, annoiata dalla banalità della vita, riaccendendone il desiderio fra l’invidia di tutti gli altri uomini nel bar.

Tuttavia il mondo ha sempre vissuto nell’errore pensando che la conquista carnale della preda bionda debba avvenire solo come dessert dopo una cena romantica. Nossignore, quell’attesa dell’atto finale rischierebbe di rovinare il piacere per il buon cibo, rischierebbe di limitare il gusto ed il palato, di velare il vigore: con la pancia piena di cibo e di vino si rischia infatti di addormentarsi dopo. La giornata perfetta deve invece prevedere il corteggiamento, la seduzione e l’amplesso, poi, soltanto alla fine, soltanto dopo un pomeriggio di gioia e tripudio di corpi, allora, solo alla fine, deve arrivare la cena: non ci sarebbe più tensione o attesa, non ci sarebbero più aspettative da soddisfare, ma solo il tempo, lento e pacioso, di chi può affondarsi nelle pietanze. Di questo discutono i due amici al bar, queste sono le fantasie di Hugo e Pipo, questa la sentenza sulla quale convengono senza alcun dubbio: il mondo ha vissuto nell’errore…

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