La prima uscita ufficiale del neoministro Giuseppe Valditara è emblematica: con una lettera indirizzata direttamente alle studentesse ed agli studenti, il nuovo inquilino di viale Trastevere ha richiamato l’importanza della ricorrenza del 9 novembre per celebrare la caduta del muro di Berlino, quindi il “fallimento dell’utopia rivoluzionaria” comunista e quindi ricordare che il 9 novembre è un giorno di festa per la “nostra liberaldemocrazia” (?).

Naturalmente non mi soffermo a dibattere su tutte le affermazioni del Ministro, che -giusto per ricordarlo- è docente di diritto e autore di un saggio dal titolo ideologicamente inequivocabile (L’impero romano distrutto dagli immigrati, titolo a suo dire imposto dall’editore!) .

Provo a dare lettura di questo gesto, che viene proprio a ridosso di alcune altre infelici interviste legate al “merito”, perché è di forte impatto e rivela la matrice ideologica che sarà dietro gli indirizzi di politica scolastica.



Quello che deve preoccuparci è infatti il metodo e quello che c’è dietro:
1- un Ministro che chiede/impone ai Dirigenti Scolastici di trasmettere la sua lettera alle studentesse ed agli studenti è degno di un Ministero della Propaganda o del Minculpop (che magari per chi ha scritto la lettera è anche una promozione sul campo);
2- un Ministro (peraltro né docente né dirigente scolastico) che spiega ai collegi docenti ed ai docenti come insegnare la Storia impone una visione ideologica che non ha nessun fondamento didattico-pedagogico e invade il campo d’autonomia del collegio e la libertà d’insegnamento dei docenti stessi;
3- un Ministro che, a fronte dei ritardi organizzativi di cui egli stesso ha denunciato la responsabilità al suo predecessore (in un governo di cui peraltro faceva parte anche il suo partito), impegna il suo tempo e quello del suo staff per scrivere una lettera agli studenti non ha ancora ben chiaro il suo ruolo.

Ovviamente la sua analisi è talmente superficiale da ridurre un processo storico fondamentale come la fine della Guerra Fredda e del regime sovietico ad una mera bandierina ideologica.
Senza contare che il 9 novembre andrebbe ricordato anche per altri fatti storici drammaticamente importanti per la storia della democrazia:
– 9 novembre 1926: dopo l’omicidio di Matteotti, il governo fascista espulse dal Parlamento i 123 deputati ritiratisi sull’Aventino, fra i quali Turati e Gramsci, ma anche Lussu, De Gasperi e Gronchi;

– la notte fra il 9 ed il 10 novembre 1938 andò in scena la tristemente nota Notte dei Cristalli, durante la quale la furia nazista si scagliò con violenza contro sinagoghe, negozi e case di ebrei: non a caso si tratta della Giornata mondiale contro il fascismo e l’antisemitismo, per volere delle Nazioni Unite.

Insomma, non ci poteva essere inizio peggiore.


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