Sul fascismo – Antologia, di Antonio Gramsci [Mauna Loa 2022]

Gli anni fra il 1919 ed il 1924 sono stati importantissimi per il nostro Paese, perché se da una parte si cominciano a vedere i primi germi della politica estera di Benito Mussolini (patto Italia-Jugoslavia), dall’altra sono contraddistinti da una serie di accadimenti che, dopo il delitto Matteotti, segnano definitivamente la politica dell’Italia, consegnata progressivamente, anche con azioni di forza, nelle mani del partito fascista.

Dall’altra parte si registra l’incapacità dei partiti alternativi, soprattutto socialisti e comunisti, di organizzare la rivoluzione del proletariato. Un esempio lampante è quanto succede, o meglio non succede, in una città fondamentale per le sorti del nostro Paese come Milano, centro del capitalismo italiano, eppure incapace di esprimere una forza d’urto dirompente come quella degli oltre tremila operai che vi lavorano. È lì in cuore dell’inerzia politica, nell’aver accettato supinamente le promesse dei riformisti, per lo più socialisti o cattolici, di un cambiamento che non c’è mai stato. Invece è mancato quello slancio visionario di definire un partito popolare capace di formare e far crescere l’opposizione del proletariato alle mire borghesi: ha prevalso l’idea del non fare, quando forse era necessario, come in Russia, avere un capo ed un partito forte e deciso nel pensiero e nell’azione rivoluzionaria…


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