L’italiano, di Arturo Pérez-Reverte [Rizzoli, 2022]

All’ennesima incursione aerea in una notte stellata a Gibilterra, Elena decide di voler sapere di più di quell’uomo che ha salvato qualche giorno prima: sembrava un corpo esanime sulla spiaggia, invece respirava ancora.

Lo porta in casa, lo cura, lo accudisce e lo vede andare via, prelevato da altri soldati italiani miracolosamente comparsi senza presentazioni dopo una telefonata che ha acconsentito a fare senza alcuna spiegazione. Elena non sa perché lo fa, forse per un senso di umanità, forse per un senso di rivolta nei confronti degli spietati soldati inglesi che non solo hanno ucciso suo marito, ma continuano ad infierire sulla tranquillità. In fondo la sua vita è tranquilla: gestisce una libreria, ha un circolo di pochi amici con i quali condivide un caffè e quattro chiacchiere e soprattutto la serenità di non voler portare nella sua quotidianità i fastidi e gli obblighi di affetti troppo intimi, ingombranti. Quando però, dopo qualche giorno, rivede per caso quell’uomo misterioso in piazza e al mercato, attorniato da altri due italiani, qualcosa scatta in lei e decide di seguirlo. Ha bisogno di più della rassegnazione ad una vita di bombe e dolore e crede di potersi fidare, ed affidare, di quell’italiano dagli occhi bellissimi e dal sorriso ammaliante e sincero…

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