Tijana M. Djerković è nata a Belgrado, in Serbia, ma dal 1987 vive a Roma. Allo scoppio della guerra dei Balcani (iniziata nel 1991 e continuata fino al 1999) decide di tornare nella città che le ha dato la vita per raccontare dal suo punto di vista, quella di una donna serba, l’atrocità di quella guerra.
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Giallo indiano, di Carlo Moiraghi [NOI edizioni, 2020]
Giallo indiano, a dispetto del titolo, non è un romanzo giallo: si tratta, invece, di un romanzo di riflessione, per certi versi intimo, se non fosse per lo stile brillante di Carlo Moiraghi, che poco o nulla concede alla pausa
Paolo Borsellino – Una storia da raccontare [ReNoir 2021]
Marco Sonseri ha dato vita ad una narrazione ben costruita, divulgativa ed approfondita, capace di soffermarsi non solo sul senso complessivo della storia, ma anche sull’introspezione dei personaggi. Il tratto di Gian Luca Doretto è per questo leggero, accurato, attento alle pieghe dei fatti e costruito per rendere bene la trasparenza dei sentimenti. Grafica pulita, lineare, senza particolari effetti
Prigioniero dell’acqua, di Alexis Diaz-Pimienta
Alexis Dìaz-Pimienta è fra gli autori cubani contemporanei più prolifici – conta più di 40 romanzi a suo nome – e più noti: Prigioniero dell’acqua è una narrazione corale che ha al centro quattro personaggi (Enildo, Lorenzo el Cubo, Pepe Gibara e Gustavo Enríquez) protagonisti di avventure al limite dell’assurdo, ma radicate in una fortissima e vivida umanità, termometro della vita trascorsa a Cuba nella seconda metà del XX secolo.
Scacco matto allo zar, di Garry Kasparov [Marotta&Cafiero 2021]
Oggi Garry Kasparov vive per lo più negli Stati Uniti, ma ha la nazionalità croata dal 2014. Si dedica alla politica, con la visione di uno scacchista.
Domenica Matta, di Gerry Mottis [Cappelli Editore 2021]
Il libro di Gerry Mottis, naturale continuazione dell’altro lavoro intitolato Terre bruciate, ambientato sempre nelle valli alpine della Svizzera fra Mesalcina e Roveredo, ma qualche anno prima, fra il 1612 ed il 1614, è un romanzo storico incentrato, come si vede dal titolo, sulla storia di una donna tacciata di essere una strega e sul suo boia.
L’intruso, di Cesare Pavese [Oligo 2021]
Il testo di Cesare Pavese, pur comparendo per la prima volta postumo nel 1950 sulla rivista “Rinascita” diretta da Palmiro Togliatti, il Migliore, è da retrodatare al 1937, quando lo scrittore di Santo Stefano Belbo ancora non era noto per i suoi romanzi più densi e significativi, dilettandosi per lo più in traduzioni e poesie.
Archetipi e stereotipi: gli scacchi (nella letteratura e oltre)
Gioco transculturale, gli scacchi nascono in Oriente probabilmente nel terzo millennio avanti Cristo, in una qualche variante diversa da quella che conosciamo oggi, ma sempre e comunque legata alla logica ed a un “fatto di sangue”
La crisi colpisce anche di sabato, di Christophe Palomar [Ponte alle Grazie 2021]
Il romanzo di Palomar è un romanzo corale, fatto però da individui diversi, fatto da diverse individualità che hanno tutte cittadinanza in un universo di storie che si intrecciano e si richiamano senza sovrapposizioni, definendo una terra sconfinata, quella della crisi politica, generazionale, sociale e culturale che ci avvolge a varie latitudini: dal microcosmo di Testaccio, fino a Milano; dal lavoro precario al libero professionista; dal divorziato alla madre in carriera.
Twenty, di Francesco Semprini [Signs Book, 2021]
Il libro di Francesco Semprini è per una parte una cronaca giornalistica, fitta, ricca, argomentata, per un’altra è un diario personale, una sorta di romanzo di formazione che ci permette di vivere direttamente ed indirettamente il miracolo americano del self-made man, l’uomo che si è fatto da solo.