Indignazione e dolore per l’orribile morte giovane studente impegnato in un’attività di (ex) alternanza scuola lavoro

morte sul lavoro

Roma, 21 gennaio – “Esprimiamo profondo dolore per quanto accaduto a Lauzacco, in provincia di Udine, dove uno studente diciotto anni, è morto in un incidente che si è verificato nel pomeriggio in un’azienda che opera nel settore della carpenteria metallica”. È quanto affermano, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettorie il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli.

“Il ragazzo era al suo ultimo giorno di stage in un progetto – precisano i due dirigenti sindacali – di PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, la vecchia Alternanza Scuola-Lavoro. Durante dei lavori di carpenteria metallica, una putrella gli è caduta addosso, uccidendolo all’istante”. 

“Al cordoglio che esprimiamo come Cgil nazionale e Flc Cgil per una morte orribile di un ragazzo tanto giovane, si unisce – proseguono Dettori e Sinopoli – l’indignazione per il fatto che si continua a utilizzare la vecchia alternanza, ora denominata con un altro acronimo, per impegnare gli studenti in attività che appaiono chiaramente lavoro non retribuito e spesso con scarsi livelli sicurezza”.

Per Dettori e Sinopoli “questa vicenda tristissima conferma le rivendicazioni che portiamo avanti da anni: chiediamo l’abrogazione delle norme sull’obbligatorietà dell’alternanza ora PCTO introdotta dalla Legge 107. L’obbligatorietà ha comportato la moltiplicazione di esperienze e attività, non solo slegate dal proprio percorso educativo, ma spesso improvvisate, di scarsa qualità, che in tanti casi si concretizzano in vere e proprie prestazioni di lavoro gratuito prive di qualsivoglia intenzionalità educativa”.

“È ora di dire basta. Le parole – concludono Dettori e Sinopoli – non sono più sufficienti, occorre che ognuno, a partire dal Ministero dell’Istruzione, si assuma le proprie responsabilità e faccia scelte conseguenti”.

Da CGIL

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